Sesta direttiva antiriciclaggio e società sportive, i nuovi obblighi di due diligence

di  Lilla Laperuta

E’ giunto allo stadio definitivo il processo sovranazionale di riforma in materia di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Lo scorso 22 aprile il Parlamento europeo ha infatti adottato in via definitiva un pacchetto di misure normative volte a potenziare ed implementale ulteriormente i presidi già predisposti nell’ambito della vigente Direttiva (UE) 2015/849

Compongono il nuovo pacchetto Antiriciclaggio e Contrasto al Finanziamento del Terrorismo cd. «pacchetto AMLA»:

> il regolamento “single rulebook” relativo alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo;

> la direttiva relativa ai nuovi meccanismi antiriciclaggio e antiterrorismo che gli Stati membri dovranno istituire;

> l’istituzione di una nuova Autorità antiriciclaggio -AMLA (Anti Money Laundering Authority) con sede a Francoforte.

 

In particolare l’Authority è chiamata a svolgere attività volte a migliorare i meccanismi di collaborazione e di coordinamento tra le Unità d’informazione finanziaria (FIU) dell’Unione alle quali l può chiedere dati e analisi per la valutazione delle minacce, delle vulnerabilità e dei rischi cui è esposto il mercato interno

Le nuove leggi assicurano che le persone con un interesse legittimo, compresi i giornalisti, le organizzazioni della società civile, le autorità competenti e gli organi di vigilanza, avranno accesso immediato, non filtrato, diretto e gratuito alle informazioni sulla proprietà effettiva contenute nei registri nazionali e interconnesse a livello di UE. Oltre alle informazioni correnti, i registri includeranno anche dati risalenti ad almeno cinque anni prima. L’interesse legittimo dovrebbe essere presunto per determinate categorie di pubblico. L’accesso sulla base di un interesse legittimo non dovrebbe essere subordinato allo status giuridico o alla forma giuridica di chi richiede l’accesso.

Ma la grande novità del «pacchetto AMLA» è che, a partire dal 2029, anche le società di calcio professionistiche di alto livello coinvolte in transazioni finanziarie di alto valore con investitori o sponsor, compresi gli inserzionisti e il trasferimento di giocatori, dovranno verificare l’identità dei loro clienti, monitorare le transazioni e segnalare qualsiasi transazione sospetta

E’ ormai tristemente noto che le attività delle società calcistiche professionistiche e degli agenti calcistici sono esposte al rischio di riciclaggio e ai reati presupposto associati a causa di diversi fattori inerenti al settore calcistico, quali la popolarità mondiale del calcio, gli importi considerevoli, i flussi di cassa e gli interessi finanziari coinvolti, la prevalenza di operazioni transfrontaliere e talvolta gli assetti proprietari opachi.

Tutti questi fattori espongono il calcio a possibili abusi commessi da criminali per legittimare fondi illeciti e rendono così lo sport vulnerabile al riciclaggio e ai reati presupposto associati.

Tra i principali settori di rischio figurano, ad esempio, le operazioni con investitori e sponsor, compresi gli inserzionisti, e il trasferimento di giocatori. Queste le ragioni per le quali nel regolamento le società calcistiche professionistiche e gli agenti calcistici sono chiamate a mettere in atto solide misure antiriciclaggio, compresa l’adeguata verifica della clientela (customer due diligence) per quanto concerne gli investitori, gli sponsor, compresi gli inserzionisti, e altri partner e controparti con i quali effettuano operazioni.

Al fine di evitare oneri sproporzionati per le società di minori dimensioni che sono meno esposte al rischio di abusi criminali, gli Stati membri, sulla base di un comprovato minore rischio di riciclaggio, di reati presupposto associati e di finanziamento del terrorismo, hanno facoltà di esentare talune società calcistiche professionistiche dagli obblighi del regolamento, in tutto o in parte.

 

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